Questo vuol dire che stanno lavorando in parecchi o molti splinderiani sono già in vacanza?
Spero la prima che ho scritto, altrimenti la mia invidia non potrebbe sopportarlo... non questo lunedì...
...cosa voglio fare da grande.
La rivelazione è avvenuta stamattina quando, svegliandomi per un altro sabato al lavoro, ho sentito il rumore della pioggia contro la tapparella della finestra di camera mia.
Io da grande voglio avere una bancarella di collanine e braccialetti in un posto dove non piove mai (ok, magari solo due volte all'anno, tre al masiimo), possibilmente sulla spiaggia, di fronte ad un bel mare limpido abitato da tanti pesci colorati e passare le mie giornate a infilare perline di ogni forma e colore. Poi quando son stanca di fare bijoux artigianali, andare a fare una bella passeggiata lungo la riva a salutare i pesciolini con le loro pinnette sfavillanti. Voglio passare le giornate in costume e pareo, mangiare pesce fresco e mango, calzare solo infradito e indossare abiti leggeri la sera.
Sentite, datemi un consiglio però... Devo sistemare la bancarella: dove lo appendo il mio diploma da ragioniera? Lo metto qui sotto all'ombrellone o lo lascio direttamente a casa?
Quando una giornata comincia male non c'è niente da fare.
Se l'annusi già dal mattino quella sensazione di marcio, sai che fino a sera non ti lascerà. Sarà sempre lì al tuo fianco: durante la colazione, mentre vai in ufficio, quando lavori, dopo il lavoro al bar con gli amici confidando almeno in loro e anche nei programmi dell'after dinner.
Già perchè quella che doveva essere una "seratona" si è letteralmente trasformata in una "serataccia".
Alle 20.20 di ieri, dopo una giornata afosa e assolata come poche, sento il primo di una lunga serie di tuoni e penso: "Dai sarà una cosa passeggera, magari è un temporale lontano"
Alle 20.25 mi affaccio alla finestra e vedo nuvoloni neri e carichi di pioggia che si avvicinano con l'intenzione di scaricarsi di lì a poco e penso: "Non fate scherzi ragazzi! Io ho un concerto da vedere stasera e si dice in giro che me lo sia meritato un po' di sano svago!"
Alle 20.30 vedo le prime gocce scendere inesorabili e penso: "Porca pupazza! Se continua così c'è da infangarsi anche le mutande, ma per Giuliano e i Bluebeaters questo ed altro!"
Fino alle 21.00 passo il tempo scancherando a destra e a manca mentre le cocche mi telefonano per sapere come e cosa fare.
Alle 21.02 decido che, cascasse il mondo, io parto e raggiungo la Pertica (una delle cocche, ndr) che già si trova là dove si farà 'sto benedetto concerto.
Alle 21.20, in tenuta antipioggia con tanto di ombrello extralarge che quelli della Riviera Romagnola mi fanno un baffo, arrivo anch'io sul luogo del delitto che si presenta già abbastanza bagnato ma si dice che ci siano ancora speranze e io a quelle mi ci attacco come una cozza al suo scoglio.
Dalle 21.20 alle 22.45 scende un battello d'acqua. Il concerto è rimandato. La situazione è invivibile!Immaginatevi un tot di bufali che respirano nella stalla... ecco! Sotto al tendone predisposto dall'organizzazione a modi ristorante, ci siamo io, la Pertica e altre 200/300 persone in attesa che la smetta di piovere che non se ne può veramente più. Tutto intorno c'è solo fango, ma così tanto fango che si può far tranquillamente concorrenza a Woodstock.
Torno a casa ad un orario che non ricordo ma sicuramente con le orecchie in tasca per la delusione e le scarpe infangate.
Mi metto a letto con un libro... Cent'anni di solitudine!
La giornata è finalmente finita ma l'odore di marcio non è ancora andato via...
Sì, mi merito una sana serata fuori con gli amici a spassarmela e a cantare a squarciagola al concerto dei Bluebeaters e fare concorrenza alla voce di Giuliano Palma (con "Testarda io" dò il meglio di me, ve lo posso assicurare, ho i testimoni).
Voglio spellarmi le mani e andare a casa con le vesciche ai piedi per il gran ballare, magari perdere anche la voce, chissenefrega.
E se domani sarò mica un bello spettacolo di ragazzina, saranno cavoli di chi mi incontra.
Ho bisogno di leggerezza e musica orecchiabile, la miglior cura a questo mio umore un po' così e a questi pensieri che si fanno così fitti e densi da non capirci più niente.
Passerà anche questa, vero?