Ci sono. Sono solo un po' stranita ma ci sono.
Ogni volta che mi guardo allo specchio o vedo quella che dovrebbe essere la mia immagine riflessa su di una qualsiasi superficie riflettente, io non è che mi riconosco subito... ci metto quei due/tre secondi in più, ecco...
Ieri sera sono entrata dal parrucchiere che ero riccia naturale, castana chiara meschiata biondo cenere, praticamente un biondina con capello riccio medio e scalato. E premetto che ho deciso di essere bionda da circa 4/5 anni quindi...
Dopo tre ore ne sono uscita con capello riccio gonfissimo tipo pecora, più corto di almeno 5 cm, sempre e comunque scalato, castano, anzi no color tabacco.
In pratica sono mora con la criniera a forma di fungo atomico. Scalato però!
Sì insomma, per decidere se mi piacciono o no ho bisogno di farmi uno shampo e una piega come solo io so fare.
Perchè si sa che i parrucchieri, quando vedono i capelli ricci impazziscono di gioia e, invece di domarli, li enfatizzano in modi spesso imbarazzanti e poi a pettinatura ultimata ti chiedono con il sorriso più soddisfatto che tu abbia mai visto sulla faccia della Terra: "Come ti vedi? Per me son venuti troppo bene! Hai dei capelli bellissimi!"
E tu rispondi: "Bene, dai! Adesso comunque son gonfi... non capisco bene..."
Sì perchè il punto è proprio riuscire a vedersi incrociando gli occhi dietro quell'ammasso di capelli e poi appena puoi, senza essere vista da lui, il temibile gonfiatore di bulbi chiamato parrucchiere, cerchi di schiacciare la situazione che ti ha creato in testa e fare da moderatrice tra i capelli che hanno assunto vita propria e sembra stiano litigando tra loro come usano fare i nostri parlamentari, cioè si mandano tutti affanc...o.
Ammetto che la colpa è stata anche un po' mia: IO gli ho detto che volevo scurirli un po' e che volevo che me li asciugasse ricci, perchè farglieli stirare mi sembrava inutile visto il temporale che stava arrivando e l'atmosfera satura di umidità al 98%.
Concludendo, posso tranquillamente affermare che il mio parrucchiere (che nonostante tutto è rinomatissimo in zona) è l'unico uomo che ascolta e segue ogni mia piccola indicazione ed esigenza... pure troppo!
E comunque ne riparliamo dopo lo shampo.
Tra pochi minuti andrò dal parrucchiere (dopo 6 mesi dall'ultima volta che mi ha vista)
Di certo c'è solo che so come ci entro ma non so in che condizioni ne esco (sempre ammesso che riesca ad uscirne viva e vegeta)
Come al solito mi affiderò (forzatamente) alla sua "creatività" (non è molto democratico nelle scelte)
Incrocio le dita...
Per ora non ha mai sbagliato nè un colore nè una piega
Spero solo non sia l'eccezione che conferma la regola
Ieri sera con le ex compagne di Ragioneria ci siamo ritrovate dopo un sacco di tempo (6 mesi circa) che non ci si vedeva tutte insieme.
Io continuo imperterrita ad usare il plurale femminile, ma a dir la verità tra le signore c'è anche un fanciullo che ha passato con noi donnine ben 5 anni di vita scolastica. Ma è inutile: per noi non è mai stato un rappresentante dell'altro sesso, nonostante la sua aria da belloccio (abbronzato, occhi azzurri, alto q.b., castano) e, che io sappia, nessuna di noi ha neanche mai preso in considerazione il fatto di trovarlo appetibile. Lui è come un fratello, un cugino, il fidanzato della tua amica, cioè porta la scritta NON TOCCARE su entrambi i lati!
Ma non è di lui che volevo parlare.
Infatti volevo dire che dopo circa 10 anni dal diploma noi ci vediamo ancora, ci sentiamo, ci teniamo in contatto via mail e abbiamo voglia di trovarci e aggiornarci sulle novità di ognuna, i nuovi amori, i progetti futuri o di ricordare quei bellissimi momenti passati insieme, tra le imitazioni dei prof di allora, le gite, le interrogazioni infinite, i compiti in classe, le risate e tanto altro ancora.
Almeno 3 volte all'anno ci troviamo a cena e siamo sempre più cariche perchè la nostra amicizia resiste nonostante il tempo e gli impegni.
Per me è sempre un piacere stare con loro e non capisco quelli (soprattutto quelle) che si fanno tanti problemi ad andare ai ritrovi degli ex compagni di scuola.
Cos'è? Paura di essere inferiori alle aspettative?
Non chiedo molto...
Solo un po' di bel tempo altrimenti tutto quello che ho programmato per il weekend e il mio giorno libero va a farsi friggere
Caro Amico S. che mi hai congedato alle ore 01.43 di questa notte davanti al solito bar con la frase "Oh Cocca, buon prolasso!" accompagnata da un sorriso sicuro, con i soliti nottambuli che tiran tardi la sera per sparare le cazzate più grandi che vengono in mente, quelli che la mattina dopo si alzano per andare nello stesso posto di lavoro da anni, quelli che sai che son sempre lì perchè è lì che son sempre stati e magari il coraggio che hai tu hanno paura a trovarlo dentro di loro, ecco, caro Amico S. io ti auguro tutto il bene possibile e immaginabile perchè alla tua età, che è un po' meno della mia, non è facile partire per l'America in nome dell'amore.
E quando il 7 giugno sposerai la tua american girl, pensa a noi che siamo rimasti e brinderemo lo stesso alla tua salute, alla tua fortuna e alla tua nuova vita, sinceramente commossi per la tua felicità che diventerà anche un po' nostra.
Amico S. ti auguro di tornare il più tardi possibile e se proprio devi tornare, fallo solo perchè hai voglia di rivederci e farci finalmente conoscere tua moglie e, perchè no, la/e tua/e nuova/e creatura/e.
Tanto ci troverai sempre qui al bar, alla solita ora, a dirle grosse fumando sigarette fino a tardi.
Ho sempre sostenuto che lo Yoga non è sport per me.
"Ma va là! Mi ci vedi far tutte quelle moine che san di niente? Uscirei dalla palestra più cattiva e incazzosa di prima. Meglio tirar calci e pugni al sacco, buttar fuori ettolitri di sudore che almeno così mi sfogo un po' e magari son meno acida a fine giornata" dicevo a chi mi proponeva di provare un corso un po' più "zen".
E dopo la lezione di Fitboxe alternativa di ieri sera, che si è appunto trasformata in una dimostrazione di Yoga, ne ho le prove: a momenti mi faccio venire le convulsioni di fatica per eseguire il Saluto al Sole con annesso Saluto alla Luna, per chiudere in bellezza la sequenza.
Quella disciplina è troppo per me. Troppo faticosa, dico. Roba da non credere!
Come al solito, ho fatto sbellicare dalle risate le mie compagne di corso e la stessa istruttrice per le mie movenze "plastiche" e quando parlo di plastica immaginatevi quella più rigida che conoscete.